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Malattia professionale e licenziamento

Ci viene risolta spesso la domanda di quale possa essere la relazione tra malattia professionale e licenziamento. In questo articolo, quindi, cercheremo di spiegare quali sono gli ambiti di sovrapposizione dei due istituti e quali possano essere le conseguenze di un licenziamento intimato a fronte di malattia professionale. 

Come noto, tutti i dipendenti hanno diritto alla conservazione del posto di lavoro durante il periodo di malattia. 

Il periodo di conservazione durante la malattia (che tecnicamente si chiama periodo di comporto), però, non è infinito ma è determinato, di norma, dai contratti collettivi. 

Nel settore del commercio, ad esempio, il periodo di comporto è di 6 mesi in un anno. 

Quindi, laddove il lavoratore fruisca di un periodo di malattia più lungo del periodo di comporto corre il rischio di subire un licenziamento. Il licenziamento in questione si definisce, appunto, licenziamento per superamento del comporto. 

Quando il licenziamento per superamento del comporto non è legittimo?

C’è però un caso in cui è possibile contestare la legittimità di questo licenziamento e, in particolare, il caso in cui l’insorgenza della patologia e i conseguenti giorni di malattia siano riconducibili, anche solo parzialmente, all’ambiente di lavoro. 

In questi casi, secondo un prevalente orientamento di giurisprudenza, il periodo di malattia non devono essere considerati nel periodo di comporto. 

Pertanto, sarà possibile, in caso di malattia professionale e licenziamento procedere con l’impugnazione del recesso e conseguire le tutele previste dalla legge. 

È bene però precisare che per poter efficacemente introdurre un’opposizione al licenziamento sarà necessario dare prova dei comportamenti illeciti del datore di lavoro e del nesso causale tra detti comportamenti e l’insorgenza della malattia. Di norma, mentre i comportamenti illeciti si possono dimostrare mediante le testimonianze, la prova sul nesso causale potrà essere assolta mediante il ricorso a una perizia medico – legale.

Va inoltre ricordato che nel caso di malattia professionale (e specialmente nel caso di licenziamento) sarebbe opportuno altresì chiederne l’accertamento all’INAIL. Il riconoscimento di una malattia professionale da parte dell’istituto, infatti, farebbe scattare la presunzione che i periodi di malattia fruiti e che hanno comportato il raggiungimento del comporto, siano dovuti al contesto lavorativo, così agevolando il percorso verso l’accertamento dell’illegittimità del licenziamento.

Avvocato del Lavoro Andrea Mannino

Mi chiamo Andrea Mannino e sono un avvocato specializzato in Diritto del Lavoro

Rivolgiti a me per qualunque problema legato alla sfera lavorativa.

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