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In questo articolo affrontiamo il tema del licenziamento nel caso di rifiuto del dipendente del vaccino anticovid e cerchiamo quindi di capire se sia legittimo il licenziamento per rifiuto del vaccino anticovid (per una panoramica della situazione dei licenziamenti durante il covid v. qui oppure qui per un articolo su questo stesso sito). Se esistono tante norme che obbligano i cittadini alla vaccinazione questo non è certamente il caso del vaccino anticovid, visto che lo stesso solo dal 2021 è disponibile...

Di seguito per punti le principali novità su contratti a termine e licenziamenti introdotte dal decreto rilancio L'articolo 46 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, aveva originariamente previsto che, a decorrere dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto, e per 60 giorni - ossia da martedì 17 marzo a sabato 16 maggio 2020 - valeva quanto segue: a) era precluso l'avvio delle procedure di cui agli artt. 4, 5 e 24, della legge 23 luglio 1991, n. 223...

Licenziamento ai tempi del coronavirus? Se è oggettivo, fino ad agosto 2020 è vietato (v. anche questo articolo). Il decreto Cura italia (oggi aggiornato dal decreto dignità) prevede: “A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto l’avvio delle procedure di cui agli articoli 4, 5 e 24, della Legge 23 luglio 1991, n. 223 è precluso per 5 mesi e nel medesimo periodo sono sospese le procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020. Sino alla...

LICENZIAMENTO: IRRILEVANTE LA TENUITA DEL FATTO La corte di cassazione, con sentenza 25349 del 2019, ha affermato che, in tema di licenziamento, è irrilevante, ai fini della valutazione della proporzionalità tra fatto addebitato e recesso, e, quindi, della sussistenza della giusta causa di licenziamento, l'assenza o la speciale tenuità del danno patrimoniale a carico del datore di lavoro. Il caso di specie riguarda un licenziamento per giusta causa intimato ad un lavoratore con riferimento a plurime condotte (oggetto di diverse contestazioni disciplinari)....

Recesso datoriale da un accordo collettivo. Secondo la sentenza n. 29187 del 13 novembre 2018, è riconosciuta al datore di lavoro la legittima facoltà di recesso da un contratto collettivo stipulato a tempo indeterminato e senza predeterminazione del termine di scadenza. Esso infatti non può vincolare per sempre tutte le parti contraenti, altrimenti vanificandosi la causa e la funzione sociale della contrattazione collettiva, la cui disciplina, da sempre modellata su termini temporali non eccessivamente dilatati, deve essere parametrata su una realtà socioeconomica...