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Licenziamento

Risarcimento Licenziamento Ingiusto tramite Avvocato del Lavoro Il licenziamento è un atto con il quale un datore di lavoro interrompe unilateralmente il rapporto con il proprio dipendente, a partire dal momento in cui la comunicazione arriva a conoscenza del diretto interessato. Nei confronti del lavoratore dipendente, in assenza di un giustificato motivo o di una giusta causa atte a fondare l'iniziativa, si parla di "licenziamento ingiusto" e il legislatore prevede a favore del soggetto debole del rapporto la possibilità di agire in difesa...

Nel caso in cui un lavoratrore dipendente ritenga di aver subito un ingiusto licenziamento deve rivolgersi ad un'Avvocato del Lavoro specializzato in diritto del lavoro per esercitare il diritto al ricorso e veder riconosciute le proprie ragioni. La prima fase viene svolta davanti ad una commissione di conciliazione presso la direzione provinciale del lavoro a cui il licenziamento deve comunque essere comunicato in breve tempo dal datore di lavoro. In tale fase il lavoratore può farsi assistere da un legale, essa è propedeutica alla seconda...

Licenziamento illegittimo - tutela lavoratori Gli ultimi decenni sono stati caratterizzati da tentativi, più o meno forti, di riformare il mercato del lavoro italiano. Quasi tutti i governi hanno annunciato sconvolgimenti ma poche sono state le novità incisive: una di queste, sicuramente la più dibattuta e discussa, è stata la riforma dell'articolo 18 e dei licenziamenti, operata dal ministro tecnico Fornero, che è andata a toccare proprio i nodi nevralgici della disciplina giuslaboristica italiana, creando qualche confusione e complicando, a detta di...

Definizione E' il contratto di lavoro che prevede un termine finale, una durata prestabilita. Al di là del termine finale, il lavoratore a tempo determinato ha diritto allo stesso trattamento dei lavoratori assunti a tempo indeterminato che svolgano la stessa attività, o che abbiano lo stesso inquadramento contrattuale. In particolare, al lavoratore a termine spettano le ferie, la gratifica natalizia, la tredicesima mensilità, il trattamento di fine rapporto e ogni altro trattamento in atto nell'impresa, a meno che non sia obiettivamente incompatibile con la...

Secondo la recente pronuncia della cassazione n. 17371 dello scorso 16 luglio 2013, il rendimento lavorativo inferiore al minimo contrattuale non integra in se l’inesatto adempimento che consente il licenziamento per scarso rendimento, dato che il lavoratore non è obbligato al raggiungimento di un risultato e l’inadeguatezza della prestazione può essere imputabile alla stessa organizzazione dell’impresa o a fattori non dipendenti dal lavoratore. Conseguentemente, in relazione allo scarso rendimento, il datore di lavoro che intenda farlo valere quale giustificato motivo soggettivo...

Come noto, nelle imprese di grandi dimensioni (qualificate dal legislatore come quelle che occupano alle proprie dipendenze più di 15 lavoratori), allorchè il datore di lavoro intenda operare una riduzione di organico legata a calo o trasformazione di attività con più di cinque licenziamenti nell’arco di 120 giorni, deve essere osservata una specifica procedura di cui alla L. 23 luglio 1991, n. 223, che prevede il coinvolgimento delle organizzazioni sindacale con lo scopo di analizzare e se possibile ridurre gli...

Si, è possibile! Ma ad alcune condizioni. Ebbene, sulla possibilità di licenziare un lavoratore per aver fruito di una pausa caffè si sono espresse la corte di cassazione (sent. 7829/13) e il Tar Trentino con sentenza del 9 gennaio 2013. Proprio secondo quest’ultimo “è regola di diligenza e di corretto sentire il proprio ruolo presentarsi sul luogo di lavoro immediatamente pronti a svolgere, sin dal primo istante, le proprie incombenze attenendosi ai doveri anche formali ed esteriori che le caratterizzano: non...

La Corte di Cassazione si è pronunciata lo scorso settembre 2012, con la sentenza n. 16375 a proposito della legittimità di un licenziamento per giusta causa di un lavoratore sorpreso, durante il periodo di malattia, a svolgere un altro lavoro. La questione ha aperto il dibattito sul quesito cosa può o cosa non può fare il lavoratore durante la malattia. È evidente come il comportamento del lavoratore durante la malattia deve essere improntato a criteri di correttezza, volta anche al recupero...

Lo scorso 31 ottobre 2012 la Superma Corte di Cassazione, nella sentenza n. 18811, si è pronunciata su una vicenda che ha visto quale protagonista un lavoratore, adibito alle mansioni di guardiania, che ha abbandonato il posto di lavoro per recarsi da un rivenditore per ricaricare il proprio telefono cellulare e soddisfare esigenze fisiologiche. Il Giudice di primo grado aveva accertato la illegittimità del licenziamento per giusta causa, atteso che l'assenza sarebbe stata giustificata da un cogente bisogno fisiologico. Tuttavia i...

Dal 18 luglio 2012, a seguito dell'entrata in vigore della Riforma Fornero, è diventato obbligatorio per il datore di lavoro specificare nella lettera di licenziamento quali siano i motivi alla base del medesimo. In precedenza, la norma accordava al lavoratore la facoltà di chiederli entro 15 giorni dalla comunicazione.  ...