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Licenziamento

Un comportamento extralavorativo, come il diverbio con il superiore gerarchico al di fuori dell'orario lavorativo, può costituire giusta causa di licenziamento? Secondo la giurisprudenza si, perchè perchè il dipendente deve astenersi da qualsiasi comportamento atto a pregiudicare l'esecuzione ed il corretto svolgimento di dette disposizioni nel quadro della organizzazione aziendale (v. anche questo articolo interessante sull'utilizzo delle chat). Inoltre, il carattere extralavorativo di un comportamento non ne preclude in via generale la sanzionabilità in sede disciplinare, in quanto gli artt. 2104...

Licenziamento per assenza ingiustificata per più giorni: illegittimo se la contestazione disciplinare è inviata il primo giorno di assenza Affrontiamo in questo articolo il tema del licenziamento disciplinare per assenza ingiustificata, ed in particolare il caso in cui il datore di lavoro contesta l’assenza dal primo giorno e poi intima il licenziamento per l’assenza di un periodo che si è protratto oltre il primo giorno. Come molti sanno, in caso di inadempienze sul lavoro (come può essere anche l’assenza ingiustificata) il datore...

Licenziamento orale: cosa fare? Capita spesso nella realtà lavorativa, specialmente quella meno tutelata, che i lavoratori vengano oralmente allontanati dal luogo di lavoro da parte del lavoratore. Questa situazione configura un recesso orale. Il licenziamento orale, per legge, è in ogni caso nullo. A prescindere quindi dalle dimensioni dell’impresa, il lavoratore ha sempre diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro e alla riammissione in servizio. Nella pratica dei tribunali, tuttavia, la situazione non è semplice come può sembrare. Il problema nella pratica più...

Il Divieto di licenziamento per matrimonio vale solo per le donne. Secondo la corte di cassazione (sent. n. 28296 del 12 novembre 2018) la nullità del licenziamento a causa di matrimonio, prevista dall’art. 35, d.lgs. 198/2006, è limitata alla sola lavoratrice, senza che tale previsione normativa possa essere considerata illegittima o discriminatoria: la norma, infatti, risponde a una diversità di trattamento giustificata da ragioni, non già di genere del soggetto che presiti un’attività lavorativa, ma di tutela della maternità, costituzionalmente garantita...

E’ illegittimo il licenziamento per aver indossato degli occhiali muniti di telecamera. Secondo il tribunale di forli non costituisce fatto disciplinarmente rilevante l’aver indossato nel corso della prestazione lavorativa occhiali dotati di telecamera per riprendere. E’ conseguentemente illegittimo il licenziamento disposto per tale ragione. La vicenda riguardava un dipendente che aveva indossato durante il lavoro occhiali particolari con grossa montatura nera dotata di telecamera. Secondo il tribunale, che ha però precisato che si doveva rimanere aderenti alla contestazione, ovvero l’aver semplicemente indossato...

Quel che è uscito dalla porta, almeno in parte, rientra la finestra. Tornano, infatti, gli obblighi relativi all’indicazione delle causali nei contratti di lavoro a tempo determinato e viene ritoccata la disciplina sul risarcimento del danno da illegittimo licenziamento nei contratti di lavoro a tutele crescenti (c.d. jobs act). Da quando, nel 2015, il Governo Renzi era intervenuto sulle discipline del contratto a termine e sui licenziamenti, il contratto a termine ha sostanzialmente rappresentato la normale formalizzazione del rapporto in...

Secondo la corte di cassazione (sent. N. 12280 del 27 aprile 2018) la diffusione di un messaggio diffamatorio attraverso l’uso di una bacheca facebook integra un’ipotesi di diffamazione, per la potenziale capacità di raggiungere un numero indeterminato di persone, posto che il rapporto interpersonale, proprio per il mezzo utilizzato, assume un profilo allargato ad un gruppo indeterminato di aderenti al fine di una costante socializzazione, comportando il postare un commento su facebook la pubblicizzazione e diffusione di esso, per la...

Licenziamento per GMO con indicazione generica dei motivi nelle piccole imprese Si segnala una interessante sentenza del Tribunale di Milano (Trib. Milano, 7 luglio 2016) in tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo con indicazione generica dei motivi nell’ambito della tutela obbligatoria. In sostanza il giudice in tale sentenza ha ritenuto che il licenziamento che riporti il mero richiamo generico alla disposizione legislativa (art. 3 legge 604/1966) senza un’indicazione precisa dei motivi che hanno determinato il recesso sia da considerarsi inefficace. La...

Il 5 dicembre 2017 la suprema Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 29062 si è pronunciata su un caso che atteneva un licenziamento disciplinare intimato ad un lavoratore che ha fruito dei permessi della legge 104/92 ma che, durante gli stessi, non ha prestato assistenza al parente invalido. Il Lavoratore era stato licenziato perché il datore di lavoro si era servito di un’agenzia investigativa che lo aveva visto, durante il giorno, presso la propria abitazione e non presso...

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo nel contratto a tutele crescenti e reintegrazione, due concetti che, nell’ottica del legislatore del jobs act (d.lgs. 23/15) avrebbero dovuto restare separati. Nel 2017, però, abbiamo ottenuto due sentenze da parte del Tribunale di Milano che, sebbene riguardassero un licenziamento per giustificato motivo oggettivo in un contratto a tutele crescenti hanno aderito alla nostra tesi e disposto per il dipendente la reintegrazione sul posto di lavoro. sentenza tutele crescenti Si tratta in particolare delle sentenze numero 1785/17...