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Le rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite anche da lavoratori che siano iscritti ad associazioni sindacali non firmatarie del contratto collettivo applicato in azienda. Lo scorso luglio 2013 la Corte Costituzionale si è pronunciata sulla costituzionalità dell’art. 19 dello Statuto dei Lavoratori che, come noto, è la norma che regola i requisiti richiesti perché i lavoratori possano costituire una rappresentanza sindacale aziendale e godere dei diritti previsti...

La Corte di Cassazione si è pronunciata con la sentenza n. 14644/13 sul caso di 8 associati in partecipazione per i quali l’Inps, tramite una concessionaria, aveva emesso due cartelle esattoriali per il pagamento di contributi previdenziali ritenendo che, nonostante la qualificazione formale, si trattasse di lavoratori subordinati. La corte di appello di Genova riformava la sentenza di primo grado e rigettava l’opposizione proposta dalla società, rilevando,...

Lo scorso 8 luglio 2013 la Corte di Cassazione è intervenuta su un caso di un lavoratore che svolgeva mansioni elementari per sostenere un principio di enorme importanza pratica. Il criterio che secondo la giurisprudenza prevalente distingue lavoro subordinato e lavoro autonomo è quello dell’essere sottoposti o meno al potere direttivo del datore di lavoro. Se si è lavoratori a progetto o lavoratori “in nero”, quindi, per...

Secondo la recente pronuncia della cassazione n. 17371 dello scorso 16 luglio 2013, il rendimento lavorativo inferiore al minimo contrattuale non integra in se l’inesatto adempimento che consente il licenziamento per scarso rendimento, dato che il lavoratore non è obbligato al raggiungimento di un risultato e l’inadeguatezza della prestazione può essere imputabile alla stessa organizzazione dell’impresa o a fattori non dipendenti dal lavoratore. Conseguentemente, in relazione allo...

Come noto, nelle imprese di grandi dimensioni (qualificate dal legislatore come quelle che occupano alle proprie dipendenze più di 15 lavoratori), allorchè il datore di lavoro intenda operare una riduzione di organico legata a calo o trasformazione di attività con più di cinque licenziamenti nell’arco di 120 giorni, deve essere osservata una specifica procedura di cui alla L. 23 luglio 1991, n. 223, che prevede il...

La Corte Costituzionale è intervenuta sul dovere di specificazione del datore di lavoro del nominativo del lavoratore sostituito in caso di stipula di contratto di lavoro a termine con finalità, appunto, sostitutive. Si era infatti posta la questione sulla legittimità costituzionale della norma sul contratto a termine, laddove non prevede espressamente per il datore di lavoro l’obbligo di specificazione del nominativo del lavoratore sostituito. Come noto la giurisprudenza...

Il 19 Giugno 2013 entra in vigore il nuovo codice di comportamento dei dipendente pubblici con DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 aprile 2013, n. 62 doveri minimi di diligenza, lealta', imparzialita' e buona condotta che i pubblici dipendenti sono tenuti ad osservare. Il quale riguarda non solo i 3,3 milioni di dipendenti della Pubblica Amminstrazione ma anche il consulenti e familiari.Le principali novità con l’applicazione del codice...

La domanda se il lavoratore, durante la Cassa Integrazione, maturi il diritto a ferie o permessi si è posta in giurisprudenza già da un ventennio ma tuttavia, in questo periodo di crisi e massiccio utilizzo di tale ammortizzatore sociale, è tornata quanto mai d’attualità. Partendo dal presupposto che le ferie hanno la funzione di consentire al lavoratore il ripristino delle energie lavorative, durante la sospensione totale del...

Si, è possibile! Ma ad alcune condizioni. Ebbene, sulla possibilità di licenziare un lavoratore per aver fruito di una pausa caffè si sono espresse la corte di cassazione (sent. 7829/13) e il Tar Trentino con sentenza del 9 gennaio 2013. Proprio secondo quest’ultimo “è regola di diligenza e di corretto sentire il proprio ruolo presentarsi sul luogo di lavoro immediatamente pronti a svolgere, sin dal primo istante,...

La sezione lavoro del tribunale di Brescia, con la sentenza n. 311 del 28 marzo 2013, ha affermato che l’ente ospedaliero privatizzato è tenuto quale datore di lavoro a risarcire in solido per inadempimento dell’obbligo di sicurezza e vigilanza il danno biologico e professionale per il mobbing procurato al medico dipendente dal superiore gerarchico, avallandone il reiterato comportamento vessatorio, persecutorio e maltrattante, pur essendone a conoscenza,...

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