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La Corte di Cassazione torna ad esprimersi sul tema del trasferimento di azienda e della sua impugnazione da parte del lavoratore (escluso ovvero incluso) partendo dalla nozione di trasferimento di azienda. In particolare, con la sentenza n. 22935 del 10 novembre 2016, la Corte di Cassazione ha precisato che per ramo di azienda, ai sensi dell'art. 2112 c.c., deve intendersi ogni entità economica organizzata in maniera stabile, la quale, in occasione del trasferimento di ramo di azienda, conservi la sua identità,...

Di estrema attualità sul terreno giurisprudenziale risulta essere il tema della decadenza dal termine per impugnare il trasferimento d'azienda da parte del dipendente. Il tipo di contestazione che può essere mossa dal dipendente in caso di contestazione del trasferimento d'azienda è duplice, ovvero - per un verso - legata al fatto di essere stato escluso dal passaggio nel caso di un trasferimento d'azienda o nel caso di un trasferimento di ramo d'azienda, e - per altro verso - legata al fatto...

I controlli su borse e armadietti dei lavoratori, a parere del Ministero del Lavoro, sono possibili. Il caso di specie è sorto per un'istanza presentata al Ministero del lavoro presentata da una società operante nel settore della moda. Ebbene come noto l'art. 6 dello statuto dei lavoratori prevede che le visite personali ai lavoratori sono vietate a meno che non siano indispensabili ai fini della tutela del patrimonio aziendale. E' inoltre previsto che le visite personali devono avvenire solo all'uscita...

La malattia a "scacchiera" o "a macchia di leoparto", ovvero l'insieme di assenze fruite dal dipendente per malattia non continuative potrebbero determinare la legittimità del licenziamento per scarso rendimento. Sul punto è recentemente intervenuto il Tribunale di Roma, con una sentenza del 7 novembre 2016, a parere del quale, le numerose e sistematiche assenze del lavoratore a vario titolo, agganciate tra loro ed anche ai fine settimana, comunicate al datore di lavoro con scarso preavviso, valgono a qualificare la prestazione lavorativa...

Il rifiuto di svolgere le mansioni assegnate potrebbe non giustificare un licenziamento. Il caso affrontato dalla Suprema Corte di cassazione con sentenza del 7 ottobre 2016, n. 20222, vedeva una dipendente che, dopo aver richiesto per circa tre anni alla società il riconoscimento della qualifica superiore per aver svolto attività di manutentore di elicotteri senza ricevere riscontro, si rifiutava di svolgere le mansioni superiori affidate (solo queste). In conseguenza di tale rifiuto, la società, all'esito del procedimento disciplinare, comunicava il licenziamento alla...