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Author: Andrea

La detenzione, in ambito extralavorativo, di un significativo quantitativo di sostanze stupefacenti a fine di spaccio è idonea ad integrare la giusta causa di licenziamento, poichè il lavoratore è tenuto non solo a rendere la prestazione lavorativa richiesta, ma anche a tenere un comportamento extralavorativo che sia tale da ledere nè gli interessi morali e patrimoniali del datore di lavoro, nè la fiducia che, in diversa misura e in diversa forma, lega le parti del rapporto di lavoro. E' in questi...

Come noto, recentemente la Corte Costituzionale si è espressa in ordine al referendum sull’art. 18. La questione riguardava l’abrogazione dell’intero d.lgs. 23/2015, meglio noto come Jobs Act, che ha determinato un radicale riassetto delle regole sui licenziamenti individuali. Fino ad allora, in particolare, le tutele sui licenziamenti nel nostro paese conoscevano un doppio binario di tutele, distinto a seconda delle dimensioni dell’impresa. Nelle imprese con organico inferiore a 16 dipendenti, la tutela del licenziamento era meramente economica, da 2,5 a 6...

Cambiare lavoro oggi è una scelta difficile e non solo perché è difficile trovarlo ma anche perché lasciarlo significa perdere le "vecchie tutele" dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Se, infatti, per chi lavora nelle grandi imprese oggi è prevista una tutela, in caso di licenziamento ingiustificato, che va dalla reintegrazione ad un risarcimento compreso tra le 12 e le 24 mensilità, i lavoratori che trovano lavoro oggi nelle grandi imprese rischiano, di fronte a un licenziamento illegittimo, un piccolo risarcimento...

Con la sentenza n. 26464 del 21 dicembre 2016 la Suprema Corte di Cassazione è intervenuta sul tema licenziamento del dirigente. Il caso di specie riguardava un dirigente licenziato perché aveva deciso di fruire delle ferie, senza consenso aziendale, in un periodo in cui era importante – per l’azienda – la sua presenza. Continua a leggere!...

La Cassazione interviene nuovamente sul tema del licenziamento collettivo e dei criteri di scelta, con una sentenza importante del 13 dicembre 2016 (n. 25553). In particolare, arriva ad affermare che nel licenziamento collettivo è possibile che nell’ambito dei criteri di scelta possa essere data prevalenza alle esigenze tecnico-produttive dell’impresa, essendo questo il criterio più coerente con la finalità perseguita attraverso la riduzione di personale. Nel caso di specie, la gestione del licenziamento collettivo e dei criteri di scelta da parte dell’azienda...

La Corte di Cassazione torna ad esprimersi sul tema del trasferimento di azienda e della sua impugnazione da parte del lavoratore (escluso ovvero incluso) partendo dalla nozione di trasferimento di azienda. In particolare, con la sentenza n. 22935 del 10 novembre 2016, la Corte di Cassazione ha precisato che per ramo di azienda, ai sensi dell'art. 2112 c.c., deve intendersi ogni entità economica organizzata in maniera stabile, la quale, in occasione del trasferimento di ramo di azienda, conservi la sua identità,...

Di estrema attualità sul terreno giurisprudenziale risulta essere il tema della decadenza dal termine per impugnare il trasferimento d'azienda da parte del dipendente. Il tipo di contestazione che può essere mossa dal dipendente in caso di contestazione del trasferimento d'azienda è duplice, ovvero - per un verso - legata al fatto di essere stato escluso dal passaggio nel caso di un trasferimento d'azienda o nel caso di un trasferimento di ramo d'azienda, e - per altro verso - legata al fatto...

I controlli su borse e armadietti dei lavoratori, a parere del Ministero del Lavoro, sono possibili. Il caso di specie è sorto per un'istanza presentata al Ministero del lavoro presentata da una società operante nel settore della moda. Ebbene come noto l'art. 6 dello statuto dei lavoratori prevede che le visite personali ai lavoratori sono vietate a meno che non siano indispensabili ai fini della tutela del patrimonio aziendale. E' inoltre previsto che le visite personali devono avvenire solo all'uscita...

La malattia a "scacchiera" o "a macchia di leoparto", ovvero l'insieme di assenze fruite dal dipendente per malattia non continuative potrebbero determinare la legittimità del licenziamento per scarso rendimento. Sul punto è recentemente intervenuto il Tribunale di Roma, con una sentenza del 7 novembre 2016, a parere del quale, le numerose e sistematiche assenze del lavoratore a vario titolo, agganciate tra loro ed anche ai fine settimana, comunicate al datore di lavoro con scarso preavviso, valgono a qualificare la prestazione lavorativa...

Il rifiuto di svolgere le mansioni assegnate potrebbe non giustificare un licenziamento. Il caso affrontato dalla Suprema Corte di cassazione con sentenza del 7 ottobre 2016, n. 20222, vedeva una dipendente che, dopo aver richiesto per circa tre anni alla società il riconoscimento della qualifica superiore per aver svolto attività di manutentore di elicotteri senza ricevere riscontro, si rifiutava di svolgere le mansioni superiori affidate (solo queste). In conseguenza di tale rifiuto, la società, all'esito del procedimento disciplinare, comunicava il licenziamento alla...