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Author: Andrea

Si, è possibile! Ma ad alcune condizioni. Ebbene, sulla possibilità di licenziare un lavoratore per aver fruito di una pausa caffè si sono espresse la corte di cassazione (sent. 7829/13) e il Tar Trentino con sentenza del 9 gennaio 2013. Proprio secondo quest’ultimo “è regola di diligenza e di corretto sentire il proprio ruolo presentarsi sul luogo di lavoro immediatamente pronti a svolgere, sin dal primo istante, le proprie incombenze attenendosi ai doveri anche formali ed esteriori che le caratterizzano: non...

La sezione lavoro del tribunale di Brescia, con la sentenza n. 311 del 28 marzo 2013, ha affermato che l’ente ospedaliero privatizzato è tenuto quale datore di lavoro a risarcire in solido per inadempimento dell’obbligo di sicurezza e vigilanza il danno biologico e professionale per il mobbing procurato al medico dipendente dal superiore gerarchico, avallandone il reiterato comportamento vessatorio, persecutorio e maltrattante, pur essendone a conoscenza, e senza essersi attivato per farlo cessare. La fattispecie: un medico conveniva in giudizio l’ospedale...

Il 24 gennaio 2013 la Cassazione, con sentenza n. 1693, è intervenuta sulla questione legata all’individuazione dei limiti con cui il lavoratore, esercitando una forma di auto-tutela (ovvero, utilizzando una forma di difesa diretta e immediata, senza richiedere l’intervento di un giudice del lavoro), si è rifiutato di svolgere l’attività lavorativa, perché il datore di lavoro, nel corso dei mesi precedenti, gli aveva affidato mansioni progressivamente sempre più demansionanti. Nel corso del tempo, poi, il datore di lavoro aveva iniziato...

La Corte di Cassazione si è pronunciata lo scorso settembre 2012, con la sentenza n. 16375 a proposito della legittimità di un licenziamento per giusta causa di un lavoratore sorpreso, durante il periodo di malattia, a svolgere un altro lavoro. La questione ha aperto il dibattito sul quesito cosa può o cosa non può fare il lavoratore durante la malattia. È evidente come il comportamento del lavoratore durante la malattia deve essere improntato a criteri di correttezza, volta anche al recupero...

La riforma del Lavoro proposta dal Ministro Fornero interviene su alcuni aspetti della disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato. In primo luogo, viene introdotta la possibilità per le aziende di stipulare un primo contratto a termine, purché di durata non superiore a 12 mesi, senza dedurre in contratto alcuna motivazione. In precedenza, l’azienda che non adduceva un motivo di apposizione del termine al contratto di lavoro e che non fosse in grado di dimostrarne in giudizio la sussistenza,...

Il Tribunale del Lavoro di Napoli, lo scorso ottobre 2012 ha pronunciato una sentenza molto interessante relativa alla quantificazione delle differenze retributive spettanti al lavoratore che abbia prestato la propria attività “in nero”. Ed infatti, sebbene vi sia un consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità che ritenga come la quantificazione delle differenze retributive debba essere operata adottando quale base di calcolo esclusivamente i minimi retributivi previsti dalla contrattazione collettiva, il giudice partenopeo ha ritenuto che la tutela di principi basilari...

Lo scorso 31 ottobre 2012 la Superma Corte di Cassazione, nella sentenza n. 18811, si è pronunciata su una vicenda che ha visto quale protagonista un lavoratore, adibito alle mansioni di guardiania, che ha abbandonato il posto di lavoro per recarsi da un rivenditore per ricaricare il proprio telefono cellulare e soddisfare esigenze fisiologiche. Il Giudice di primo grado aveva accertato la illegittimità del licenziamento per giusta causa, atteso che l'assenza sarebbe stata giustificata da un cogente bisogno fisiologico. Tuttavia i...

Il Decreto Legge n. 216/12, ha previsto che il congedo parentale possa essere fruito ad ore, ammesso che - in tal senso - vi sia una previsione della contrattazione collettiva. Come noto, ciascun genitore ha diritto a fruire del congedo parentale per un periodo massimo di 10 mesi. Ne può fruire la madre, per un periodo anche non continuativo non superiore a sei mesi, oppure il padre, per lo stesso periodo ovvero per 7 mesi qualora eserciti il diritto di astensione...

Dal 18 luglio 2012, a seguito dell'entrata in vigore della Riforma Fornero, è diventato obbligatorio per il datore di lavoro specificare nella lettera di licenziamento quali siano i motivi alla base del medesimo. In precedenza, la norma accordava al lavoratore la facoltà di chiederli entro 15 giorni dalla comunicazione.  ...

DirittiLavoro - Studio Legale, nuova sentenza di accoglimento su domanda volta ad accertare l'illegittimità dell'art. 2, d.lgs. 368/01. Si tratta di una norma di legge che consente alle Aziende operanti nel trasporto aereo l'assunzione a termine 'acausale'. Il Tribunale del Lavoro di Milano ha accolto la domanda di un lavoratore volta a far dichiarare l'illegittimità del termine, atteso che la Compagnia Aerea non ha soddisfatto l'onere di prova relativo al rispetto della clausola di contingentamento (ovvero la clausola, in termini...