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Author: Andrea

Definizione E' il contratto di lavoro che prevede un termine finale, una durata prestabilita. Al di là del termine finale, il lavoratore a tempo determinato ha diritto allo stesso trattamento dei lavoratori assunti a tempo indeterminato che svolgano la stessa attività, o che abbiano lo stesso inquadramento contrattuale. In particolare, al lavoratore a termine spettano le ferie, la gratifica natalizia, la tredicesima mensilità, il trattamento di fine rapporto e ogni altro trattamento in atto nell'impresa, a meno che non sia obiettivamente incompatibile con la...

Definizione È il contratto con cui il lavoratore si impegna, a fronte del pagamento di una retribuzione, a prestare la propria attività lavorativa a favore del datore di lavoro, sotto la direzione e sulla base delle indicazioni di quest'ultimo, senza vincolo di durata. Questo tipo di contratto è la forma comune di rapporto di lavoro, cioè la forma da utilizzare di regola per le assunzioni. Conoscere gli elementi che caratterizzano il contratto di lavoro subordinato e a tempo indeterminato è molto importante perchè...

Le rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite anche da lavoratori che siano iscritti ad associazioni sindacali non firmatarie del contratto collettivo applicato in azienda. Lo scorso luglio 2013 la Corte Costituzionale si è pronunciata sulla costituzionalità dell’art. 19 dello Statuto dei Lavoratori che, come noto, è la norma che regola i requisiti richiesti perché i lavoratori possano costituire una rappresentanza sindacale aziendale e godere dei diritti previsti dallo statuto quali ad esempio indizione  di assemblee, spazi per l’esercizio dell’attività sindacale e...

La Corte di Cassazione si è pronunciata con la sentenza n. 14644/13 sul caso di 8 associati in partecipazione per i quali l’Inps, tramite una concessionaria, aveva emesso due cartelle esattoriali per il pagamento di contributi previdenziali ritenendo che, nonostante la qualificazione formale, si trattasse di lavoratori subordinati. La corte di appello di Genova riformava la sentenza di primo grado e rigettava l’opposizione proposta dalla società, rilevando, da un lato, che i lavoratori associati non avessero partecipato al rischio di impresa...

Lo scorso 8 luglio 2013 la Corte di Cassazione è intervenuta su un caso di un lavoratore che svolgeva mansioni elementari per sostenere un principio di enorme importanza pratica. Il criterio che secondo la giurisprudenza prevalente distingue lavoro subordinato e lavoro autonomo è quello dell’essere sottoposti o meno al potere direttivo del datore di lavoro. Se si è lavoratori a progetto o lavoratori “in nero”, quindi, per chiedere al giudice il riconoscimento del lavoro subordinato con i conseguenti diritti risarcitori, si...

Secondo la recente pronuncia della cassazione n. 17371 dello scorso 16 luglio 2013, il rendimento lavorativo inferiore al minimo contrattuale non integra in se l’inesatto adempimento che consente il licenziamento per scarso rendimento, dato che il lavoratore non è obbligato al raggiungimento di un risultato e l’inadeguatezza della prestazione può essere imputabile alla stessa organizzazione dell’impresa o a fattori non dipendenti dal lavoratore. Conseguentemente, in relazione allo scarso rendimento, il datore di lavoro che intenda farlo valere quale giustificato motivo soggettivo...

Come noto, nelle imprese di grandi dimensioni (qualificate dal legislatore come quelle che occupano alle proprie dipendenze più di 15 lavoratori), allorchè il datore di lavoro intenda operare una riduzione di organico legata a calo o trasformazione di attività con più di cinque licenziamenti nell’arco di 120 giorni, deve essere osservata una specifica procedura di cui alla L. 23 luglio 1991, n. 223, che prevede il coinvolgimento delle organizzazioni sindacale con lo scopo di analizzare e se possibile ridurre gli...

La Corte Costituzionale è intervenuta sul dovere di specificazione del datore di lavoro del nominativo del lavoratore sostituito in caso di stipula di contratto di lavoro a termine con finalità, appunto, sostitutive. Si era infatti posta la questione sulla legittimità costituzionale della norma sul contratto a termine, laddove non prevede espressamente per il datore di lavoro l’obbligo di specificazione del nominativo del lavoratore sostituito. Come noto la giurisprudenza sul punto è ormai pressochè unanime nell’affermare che “in forza del requisito della specificazione...

Il 19 Giugno 2013 entra in vigore il nuovo codice di comportamento dei dipendente pubblici con DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 aprile 2013, n. 62 doveri minimi di diligenza, lealta', imparzialita' e buona condotta che i pubblici dipendenti sono tenuti ad osservare. Il quale riguarda non solo i 3,3 milioni di dipendenti della Pubblica Amminstrazione ma anche il consulenti e familiari. Le principali novità con l’applicazione del codice (il terzo per la P.A., ma il primo emanato con Dpr), riguardano il divieto...

La domanda se il lavoratore, durante la Cassa Integrazione, maturi il diritto a ferie o permessi si è posta in giurisprudenza già da un ventennio ma tuttavia, in questo periodo di crisi e massiccio utilizzo di tale ammortizzatore sociale, è tornata quanto mai d’attualità. Partendo dal presupposto che le ferie hanno la funzione di consentire al lavoratore il ripristino delle energie lavorative, durante la sospensione totale del rapporto dovuta all’intervento della Cassa Integrazione Guadagni, la giurisprudenza ha escluso che il lavoratore...